Foppe di Nadro 006
TIPOLOGIA  Rock
AREA  Foppe di Nadro
SITO  Valcamonica
DESCRIZIONE
La roccia 6 è situata poche decine di metri a Nord della roccia 2, a valle del sentiero, all’altezza di un bivio fra il tracciato che, proseguendo verso settentrione, conduce nelle località de I Verdi e di Zurla, e il percorso di visita che, volgendo a oriente, si inerpica lungo il versante verso le rocce 3-4 e 5. L’affioramento, di notevoli dimensioni, si allunga da Nord a Sud con pendenza costante da monte a valle sviluppandosi in forme morbide modellate plasticamente dall’azione del ghiacciaio. Sulla superficie sono presenti distacchi, soprattutto nelle zone marginali, nonché ristagni d’acqua. La patina nera che interessa in particolar modo la porzione sommitale della roccia rende problematica la visione delle incisioni. L’individuazione della superficie e la sua documentazione furono a cura del Centro Camuno di Studi Preistorici, nell’ambito dell’attività di ricerca in regime di concessione ministeriale MiBACT-SBA Lombardia (anni ‘70). Dalla documentazione presente in Centro Camuno di Studi Preistorici, la campagna di esplorazione, scavo e documentazione fu avviata dal 1974; la roccia fu trattata e rilevata fra il 1974 e 1975, tuttavia i rilievi furono fotografati e ricomposti solo nel 1978. La roccia 6 costituisce una delle superfici più fittamente incise dell’area di Foppe di Nadro, con un ciclo istoriativo che appare ascrivibile pressoché interamente alle fasi centrali e tarde dell’età del Ferro. Sull’affioramento sono presenti quasi un migliaio di istoriazioni (di cui circa un terzo identificabili come semplici concentrazioni di martellina, linee e grumi), che si dispongono su quasi tutta la superficie e coinvolgono pressoché tutti i temi noti del ciclo camuno, nonché diverse rappresentazioni e scene che possono essere definite degli unicum. Nonostante questa incredibile varietà di soggetti, alcune tematiche risultano decisamente predominanti; prime fra tutte per incidenza, sono senza dubbio le impronte di piede (204) che appaiono rappresentate in tutte le possibili soluzioni dispositive (singole, in coppia, con diversi orientamenti) e decorative (campite, non campite, decorate, con l’indicazione del sandalo o delle dita dei piedi etc.). Sempre ampiamente rappresentati, come del resto in quasi tutte le superfici istoriate di Valcamonica, sono le figure di antropomorfo (166), con una netta predominanza di armati (102), che si dispongono indifferentemente su tutta la roccia, come del resto le impronte di piede. Rappresentate in misura decisamente minore sono le costruzioni, che ricorrono “solo” 54 volte; è, tuttavia, riconoscibile, in questo caso una disposizione preferenziale, ma non esclusiva, del soggetto nella parte centrale della roccia, dove sembrano concentrarsi maggiormente. Raramente rappresentate sono le armi singole (13 asce, 1 alabarda), che almeno nel caso delle asce, sembrano concentrarsi in piccoli gruppi. Poco presenti sono anche, curiosamente, gli zoomorfi. Questi ultimi rappresentano un totale di 55 casi, variamente suddivisi nelle diverse categorie, con una maggior incidenza di ornitomorfi (16), cervidi (14), canidi (10) ed equidi (6). Come detto, sulla roccia sono presenti alcune delle più famose istoriazioni di Valcamonica, prime fra tutte le due coppie di guerrieri (Stile IV D) che risaltano al centro della porzione inferiore dell’affioramento. Questi, rappresentati plasticamente in forme dinamiche, si affrontano in scene agonali: in un caso con corta spada, scudo ed elmo crestato; nell’altro in uno scontro di pugilato (sovrapposto ad una costruzione incompleta). A complemento delle scene, un elemento, identificabile come trofeo, è posto fra i due duellanti armati. Scene di questo tipo trovano ampi confronti nella produzione ceramica e toreutica coeva. Le due scene si collocano all’interno di un pannello fittamente inciso, tuttavia, va rilevata, nelle immediate vicinanze, la significativa presenza di un pugile isolato, posto appena più a Sud, e di due scritte in alfabeto camuno, collocate appena al di sopra insieme ad alcune impronte di piede, secondo uno schema altrettanto presente sulle rocce di Valcamonica. L’icasticità e bellezza di queste scene ha portato, tra il 1975 e il 1980, alla realizzazione di un calco abusivo in resina siliconica che ha irrimediabilmente danneggiato le istoriazioni dei pugilanti. Nonostante ripetuti interventi di restauro (l’ultimo nel 2004), il danno è tuttora parzialmente visibile. Un’altra scena che merita una menzione particolare si colloca in posizione isolata, nel settore Nord occidentale della roccia; qui, trova posto un antropomorfo con grandi mani, affiancato da due zoomorfi (forse equidi, data la lunga coda?): è evidente la suggestione dello schema iconografico chiamato Signore degli animali. La scena, seppur inquadrabile decisamente nel panorama dell’età del Ferro con ampi e documentati confronti, è tuttavia di difficile datazione; se la fattura degli zoomorfi può suggerire una cronologia alta, l’antropomorfo non è assolutamente realizzato secondo i canoni della prima età del Ferro. Il dibattito cronologico su questa scena resta, dunque, ancora tutto da approfondire. Durante l’età del Ferro le rocce di Foppe di Nadro offrono anche un’interessante panoramica di incisioni di carattere erotico, che, in genere, ricorrono con estrema sporadicità. Sulla roccia 6, in particolare, si trovano due scene di un certo interesse. La prima, di più chiara lettura e posta circa al centro della superficie, è una scena d’accoppiamento, con due antropomorfi grandi mani sovrapposti, collocati immediatamente al di sotto di una costruzione. Nel settore Nord orientale, invece, trova posto una antropomorfo con gli arti superiori flessi e congiunti ai fianchi e fallo in evidenza; la stringente somiglianza con un antropomorfo in eguale posa presente sulla roccia 1 induce a pensare che anche qui sia stata raffigurata una pratica di autoerotismo. L’estrema varietà iconografica delle istoriazioni dell’età del Ferro viene ulteriormente arricchita da alcune scenette di genere, quali la rappresentazione di una sorta di scudiero che tiene un equide per il morso e un antropomorfo che, apparentemente, si regge ad un bastone. La scoperta e lo studio della roccia 6 hanno sicuramente contribuito a una ridefinizione e a un approfondimento delle istoriazioni dell’età del Ferro nell’ambito dell’arte rupestre camuna. (GR, CG, SG)
CONDIZIONE
Tutta la roccia è interessata da numerose fessurazioni trasversali al lato più lungo, da avvallamenti (nei quali si verifica ristagno di acqua piovana), da tracce scure dovute presumibilmente alla presenza di alghe e da tracce di danni recenti (graffiti). Diffusa, ma non abbondante, la presenza di muschi e licheni. La leggibilità delle incisioni, diffuse grossomodo su tutta la superficie della roccia, è discreta, soprattutto nella porzione verso valle.
Bronze_age
Yes
Copper_age
No
Historic_engravings
No
Iron_age
Yes
Lenght_major_axis_meters
23.5
Lenght_minor_axe_meters
8.0
Middle_age
No
Modern_engravings
No
N. of Peckings
987
N. of Scratches
3
Name_compiler
Paolo Medici
Neolithic_Early_Copper_age
No
Number_photos
Number_tracing
120
Pre_protohistoric_engravings
Yes
References_rock
Cittadini, T. (ed.), 2017, L'arte rupestre di Foppe di Nadro. vol 1 : catalogo delle rocce, Capo di Ponte (Bs), Edizioni del Centro
Rock_number
FdN006
Rock_position_direction_engraved_side
West
Rock_position_inclination
slightly tilted between 0 and 45 degree
Rock_position_orientation_major_axis
North
Rock_structure_lithology
Verrucano Lombardo
Rock_structure_surface
smooth with fractures
Total_figures
990
Tracing
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